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martedì 11 dicembre 2012

Manifestazione dei Profughi Emergenza Nord Africa


          COSA NE SARA’ DI NOI?

Manifestazione organizzata

dai PROFUGHI EMERGENZA NORD AFRICA

LUNEDI' 17 DICEMBRE

ore 13.00

partenza SAN BABILA -> arrivo COMUNE DI MILANO


Chiediamo dignità e certezze.
Manca meno di un mese alla conclusione della cosiddetta Emergenza Nord Africa e non si sa ancora quale sarà la sorte delle 20.000 persone giunte nel nostro paese l’anno scorso, in seguito alla guerra in Libia. Oramai sono titolari di protezione internazionale, protezione sussidiaria o in via di acquisizione di protezione umanitaria ma, a partire dal 31/12/12, non avranno un tetto.

Abbiamo diritto ad avere delle risposte sul nostro futuro dopo il 31.12.12

Chiediamo:
  • che si ponga fine a questa logica dell’emergenza, che non si passi dall’ Emergenza Nord Africa all’ Emergenza Freddo, ma bensì che si pensi ad una soluzione a lungo termine.
  • che vi sia un piano adeguato per poter garantire, a persone aventi pieno diritto, a soggiornare sul territorio, la protezione e la sicurezza che spetta loro.
  • un impegno da parte del governo ed enti territoriali affinchè si possano stabilire percorsi d’uscita dall’ Emergenza ed una chiara previsione di misure di sostegno

Non ci può essere integrazione ed inserimento sociale se non vi è la garanzia di un tetto sotto il quale proteggersi.

Profughi Emergenza Nord Africa Autorganizzati

giovedì 6 dicembre 2012

Sit-in dei profughi dell'Emergenza Nord Africa



CHIEDIAMO DIGNITA' E CERTEZZE
manca meno di un mese alla conclusione della cosiddetta Emergenza Nord'Africa e non si sa ancora quale sarà la sorte delle 20000 persone giunte nel paese l'anno passato, in seguito alla guerra in Libia. Ormai siamo titolari di protezione internazionale, protezione sussidiaria o rifugio politico ma a partire dal 31/12/2012 non avremo un tetto.
CHIEDIAMO:
-che si ponga fine a questa logica dell'emergenza, che non si passi dall'emergenza nord'Africa all'emergenza freddo ma bensì che si pensi ad una soluzione di lungo termine
-che vi sia un piano adeguato per poter garantire a persone aventi pieno diritto a soggiornare sul territorio, la protezione e la sicurezza che spetta loro
-un impegno da parte delle istituzioni ed enti locali affinché si possano stabilire percorsi d'uscita dall'emergenza e una chiara previsione di misure di sostegno

sabato 1 dicembre 2012

"Ci hanno abbandonati" - Emergenza profughi a Corsico, il 31 dicembre scade la convenzione e dovranno lasciare l'hotel


Circa 60.000 profughi sono sbarcati sulle coste italiane durante la guerra in Libia l’anno scorso.
Oggi, 22.000 di quei ragazzi risiedono ancora sul territorio italiano, ospitati da alberghi, cooperative sociali e associazioni grazie ad una speciale convenzione, stipulata con la Protezione Civile che si è occupata di questa emergenza, che scadrà il prossimo 31 dicembre.
Il 1 gennaio, perciò, verranno tutti messi alla porta dalle strutture dove ora risiedono.
In vari paesi del Sud ovest milanese sono ospitate comunità di questi rifugiati. Intervistiamo A., camerunese, che insieme ad altri 20 ragazzi circa è ospitato a Corsico, presso l’Hotel Naviglio Grande. Nessuno di loro ha un lavoro, nonostante le continue ricerche si sono sempre visti sbattere la porta in faccia. La maggior parte dei soldi che ricevono vanno all’hotel per pagare il soggiorno, quel poco che rimane (circa 75 € al mese) basta a malapena per comprare il cibo e il vestiario necessario.

giovedì 1 dicembre 2011

Rifiutato l'asilo politico a due profughi. Schieriamoci dalla loro parte!


Nella mattinata di Martedì 29 Novembre, la Polizia Locale di Corsico si è recata all’ Hotel Naviglio Grande dove sono ospitati 24 profughi, tra cui i 12 che furono trasferiti lì anzi tempo da Trezzano s/N. Di fronte ad una palpabile confusione generale ci è stato comunicato da un rappresentate delle forze dell’ ordine che tale visita rispondeva a due necessità: effettuare un controllo sulla reale presenza fisica quotidiana di tutti e 24 i ragazzi  nell’ hotel e notificare a due di questi, Godfred e Kofi, entrambi ghanesi ed entrambi provenienti da Trezzano, che la loro richiesta di asilo politico era stata respinta dalla commissione della prefettura incaricata di valutarne i requisiti.

giovedì 13 ottobre 2011

Che ne è dei 12 profughi spostati a Corsico?

                                                                                              

E’ passato più di un mese dal  quel 9 settembre, giorno in cui 12 dei 36 profughi ospitati a Trezzano sono stati prelevati all’ Hotel Eur dai nostri vigili e dai servizi sociali di Corsico e sono stati condotti all’ Hotel Naviglio Grande  sull’ alzaia di via Trieste. Il giorno successivo la notizia ha occupato due pagine intere della sezione Sud Milano del quotidiano nazionale “Il Giorno”. Da quel momento, però, nulla si è più saputo sulla sorte dei 12 “traslocati”.

giovedì 8 settembre 2011

La storia di Mohammed, uno dei 36 profughi ospitati a Trezzano

In questo post pubblichiamo la storia di uno dei ragazzi africani ospitati all’ Hotel Eur di Trezzano. Questo ragazzo, di appena 21 anni, è gentilissimo e veramente una brava persona. Abbiamo stretto un forte legame con lui e ci dispiace moltissimo che sarà tra quelli che verranno spostati dalla questura verso una nuova destinazione che presumibilmente dovrebbe essere l’ Hotel Naviglio Grande di Corsico. Venerdì 9, in mattinata, saremo lì a protestare anche per lui, perché i suoi diritti e le sue richieste vengano rispettati .Ovviamente non lo abbandoneremo, continueremo a mantenerci in contatto, perché lui possa continuare a sentirsi amato e ben accetto. Pochi giorni fa ha ottenuto dalla questura di Milano il permesso di soggiorno e l’ ok per poter svolgere una qualsiasi attività lavorativa. Speriamo che questa pubblicazione possa aiutarlo a realizzare il suo sogno più grande: trovare un occupazione e  poter restare nel nostro paese.

Mi chiamo Mohammed Awal Salif Wajah. Sono nato in Ghana  il 15-03-1990 e vengo dal nord est del paese, dalla regione di Baw Ku. Mio padre apparteneva alla tribù “Dagomba” mentre mia madre alla tribù “Cocomba”. Entrambe le tribù si trovano nella medesima regione e purtroppo sono entrambe in guerra l’una contro l’altra. Nel 1998 mio padre morì a causa di tale guerra e così numerose altre persone della mia famiglia morirono sempre a causa di questa,  nella cittadina di Chabobo. A causa di questi fatti mia zia scappò in Libia. Mia madre decise quindi di scappare con me in Libia, per raggiungere mia zia e per salvarmi la vita, nel 1998 quando avevo 8 anni. Sono l’unico figlio rimasto in vita dei miei genitori. Per raggiungere la Libia ci impiegammo 10 giorni. Vivemmo i primi 5 anni nel villaggio chiamato Gattron, successivamente ci trasferimmo a Zawiya quando avevo 13 anni, nel 2003. A quell’ età mia madre mi rivelò ciò che successe alla mia famiglia in Ghana. Mi spiegò come nel nostro paese non era rimasto nessuno dei miei parenti e che quindi avremmo dovuto costruirci una nuova vita in Libia. Non posso più tornare nel mio paese soprattutto per la guerra che tutt’ ora incorre tra le 2 tribù della mia regione. In Libia facevo il conduttore di trattori ed ero estremamente abile nella mia occupazione, ma quando scoppiò il conflitto dovetti abbandonare il mio lavoro. Non potevamo andare in nessun luogo: tornare in Ghana per noi significherebbe la morte. Mia madre è inoltre molto vecchia e ciò rendeva ancora più difficile la possibilità di fuggire. La guerra è mostruosa, solo per questo abbiamo deciso di tentare la fuga  ma fummo catturati e imprigionati da alcuni soldati. Eravamo più o meno 400 ad essere imprigionati, molti di questi morirono e fra essi anche mia madre. Chi sopravvisse, come me, venne messo su una nave imbarcata verso una direzione ignota. Dopo quattro giorni di navigazione arrivammo in Italia e venni trasferito a Trezzano. Sono qui per iniziare una nuova vita, vorrei restare a Trezzano perché qui mi trovo bene, ma verrò probabilmente spostato a Corsico. Vorrei fare un appello ai cittadini italiani che fin’ ora sono stati molto buoni con me : “Aiutatemi a restare in Italia!”. Grazie di tutto.

Mohammed

*Ovviamente Mohammed non sa ancora scrivere ne parlare fluentemente in italiano, anche se con costanza e tenacia ed un dizionario come amico, riesce già ad articolare qualche frase nella nostra lingua che, dobbiamo ricordarlo, per queste persone, è molto difficile da imparare. Il testo è stato scritto in Inglese, idioma che maneggia sia dal punto di vista della scrittura che della parola con estrema bravura. La traduzione in italiano è stata curata da noi.

Partecipazione al presidio del 9/9/2011


Domani i Giovani Comunisti Trezzano e la Federazione della Sinistra di Trezzano & Gaggiano  parteciperanno al presidio organizzato di fronte all’ Hotel Eur. Saremo presenti per esprimere solidarietà ai nostri fratelli africani, chiedere conferme e delucidazioni circa il futuro dei presunti 12 che verranno trasferiti in altre strutture, presumibilmente all’ Hotel Naviglio Grande di Corsico, e per sollecitare il rispetto dei diritti di questi ragazzi in quanto persone, dal momento che come  profughi di diritti gliene competono  veramente pochi. Dalle 9, quindi, saremo presenti davanti all’ hotel fino a termine presidio. Invitiamo tutta la cittadinanza a prendervi parte come segno di solidarietà ed accoglienza nei confronti di questi ragazzi, dai quali, noi italiani, avremmo molto da imparare relativamente a valori come la fratellanza, la gentilezza, l’unione e l’aiuto reciproco.

Giovani Comunisti Trezzano